In questo mese di settembre tanti sono gli anniversari che riguardano la vita di Padre Pio. A Pietrelcina ne ricorderemo solennemente alcuni, a iniziare dal 7 con le “prime stimmate” avute nella contrada di Piana Romana e poi la lunga veglia del 22 in attesa di celebrare la sua dipartita al cielo e infine il 23, morte di Padre Pio e memoria liturgica per tutta la Chiesa. «Sono un mistero a me stesso» disse un giorno Padre Pio. A raccontarne la vita e la figura hanno provato in tanti. Ma il suo segreto, che riguarda tutti noi, cristiani e suoi devoti, è riposto solo nel cuore di Dio che ha voluto offrirci un esempio di vita, una testimonianza di fede, un amore incontenibile, uno spirito di abnegazione e sacrificio oltre ogni nostro più ardito proponimento. “Un uomo che sta crocifisso per mezzo secolo? Cosa vuol dire tutto questo? Ha provato a darne una risposta il cardinale Siri: “Perché  Gesù Cristo è andato in croce? E’ andato in croce per i peccati degli uomini e quando, nella storia, compare qualche crocifisso… vuol dire che il peccato degli uomini è grande e che per salvarli occorre che qualcuno rivada sul Calvario, rimonti sulla croce e stia lì a soffrire per i suoi fratelli. Dio chiede agli uomini di abbracciare la croce, di diventare benefici per gli altri. Nell’applicazione della redenzione, molti possono salvare molti” . Questo spiega perché attraverso di lui sia passato e passi un tale fiume di grazie di ogni genere. Come lui stesso aveva predetto a Giovanni Bardazzi: “Tu dirai a tutti che, dopo morto, sarò più vivo di prima. E a tutti quelli che verranno a chiedere, nulla mi costerà dare. Chi salirà questo monte, nessuno tornerà a mani vuote!”.

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