Marianna Morante – Organizzato da fr. Enzo Gaudio il terzo incontro con la Preghiera del Cuore - L’Adorazione Eucaristica mensile di Pietrelcina animata dalla Famiglia Francescana e dall’Azione Cattolica locali, con il nutrito gruppo di Cerignola. Un’ora intensa di preghiera per ascoltare nel silenzio del proprio cuore Dio che ci parla. Questo nuovo momento di Adorazione davanti al Santissimo si è svolto nella chiesa conventuale della “Sacra Famiglia” introdotto dal guardiano fr. Marciano Guarino, e dal parroco, fr. Giuseppe D’Onofrio che ha commentato un passo del Vangelo.

“Ascoltare la Parola è, infatti, dare il benvenuto a Dio, che vuole entrare nella vita di ogni sua creatura”.

E come segno figurativo della relazione che Dio vuole stabilire con l’uomo, ciascuno dei presenti ha ricevuto un piccolo cuore di carta, preparato dalle Suore Francescane Immacolatine, dove c’era scritto -ognuno diverso dall’altro- un riferimento ad uno dei tanti passi più significativi presenti nei Vangeli, con l’invito a ricercare, leggere e interiorizzare la Parola di Dio che si fa dono per gli uomini. In ebraico il termine ‘parola – dabar’ significa parola efficace: “Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano, senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare … così sarà della parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata” (Isaia 55, 10-11). L’invito è chiaro. Di fronte a questa semina abbondante che il Signore fa sempre, in tutti noi, nella nostra famiglia, nella nostra comunità parrocchiale, nella Chiesa, come nella vita dell’umanità, dobbiamo domandarci: che tipo di terreno siamo? Siamo strada, sassi o spine?

Prendendo a caso uno dei cuoricini di rimando c’era scritto: Ap 3,20. Il passo di riferimento è il seguente: “Ecco, io sto alla porta e picchio; se uno ode la mia voce ed apre la porta io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me”. Non v’è un’altra immagine che ha questo carattere intimo, individuale e commovente. Cenare insieme è segno di amicizia. Il Signore si accosta ad ogni individuo e cerca di entrare nel suo cuore. Si presenta perciò umilmente alla porta del nostro cuore e picchia: picchia con la sua Parola e il suo Spirito, picchia facendo appello alla libertà, alla responsabilità, alla sete di pace e di felicità di ogni persona. Se uno presta ascolto alla voce di Cristo e lo accoglie con fede, come Salvatore ed amico, può gustare le gioie della comunione personale col Signore.

Scrive il Cardinal Martini in una poesia: “Il tempo che è passato con Te, sia che mangiamo sia che beviamo, è sottratto alla morte.

Allora, il prossimo appuntamento è per gennaio per un nuovo momento di Adorazione Eucaristica da vivere insieme a Pietrelcina.

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